Matematica…made in Japan

“Il genio è 1% ispirazione e 99% sudore” (THOMAS EDISON)

Leggevo un articolo sull’insegnamento della matematica, riguarda una ricerca svolta in Gran Bretagna, dove è stata effettuata una sperimentazione in alcune scuole, che hanno seguito un metodo di apprendimento “made in Asia”, un metodo di provato successo che viene utilizzato in Giappone,Corea, Cina.

E in cosa consiste questo strabiliante metodo? L’insegnante spiega i concetti essenziali e gli alunni si concentrano su meno obiettivi, ma il nocciolo della questione è l’esercizio ripetuto e continuo, a scuola e a casa.

Bella scoperta, direte voi! Sì, la reazione istintiva può essere questa, ma esaminiamo un momento quello che avviene qui da noi…

Nella nostra scuola proporre il consolidamento dei concetti tramite l’esercizio ripetuto sembra cosa obsoleta e malvista dalla carica dei nuovi pedagogisti e teorici della didattica. Lo stesso corso abilitante che ho frequentato quest’anno aveva come sottofondo l’idea che l’esercizio ripetuto è inutile, stanca e annoia. 8O

E così, mentre nel continente asiatico l’imperativo è “imparare”, qui da noi è “intrattenere”!

Non discuto sul fatto che le discipline oggetto di studio possano essere proposte in modo da suscitare curiosità e interesse, ma mi permetto di dubitare di questa atmosfera da paese dei balocchi con cui si vuole rivestire l’insegnamento. E allora diventa quasi una misura del merito di un insegnante la sua capacità di stupire, più che di istruire e consentire il consolidamento della conoscenza.

E non sarà un caso che le abilità scientifiche e, forse, in generale la dedizione allo studio, siano migliori negli stati asiatici, rispetto a quelli europei. Io dico che abbiamo qualcosa da imparare…

Scuola a colori

Negli Stati Uniti, un gruppo di insegnanti ha progettato una “colorata” sorpresa per accogliere gli alunni al rientro dalle vacanze: hanno dipinto gli armadietti in corridoio per farli sembrare libri disposti sullo scaffale.

Questo il risultato:

immagine di proprietà di: http://www.wlox.com

(Qui l’articolo: http://www.wlox.com/story/29412070/biloxi-teachers-transform-old-lockers-into-literary-work-of-art#.VY1CHPiPzu4.facebook)

Se penso che in una scuola dove sono stata una collega aveva il papà imbianchino e questo si era offerto di imbiancare le pareti della scuola gratis (!!!), ma non glielo hanno permesso…

Idee creative e modalità “diverse” ce ne sarebbero anche, ma, complice la burocrazia, non è mai possibile attuare niente che sia magari fuori dal comune, ma potenzialmente funzionale. :-(

E’ questa una delle cose che mi fa sentire “stretta” nella scuola di oggi, la mancanza di originalità, l’impossibilità di sperimentare. Uffa!

In un’altra scuola, un alunno era stato sospeso con obbligo di frequenza e affidato ad un brillante collega di tecnologia che si occupava anche di fare sistemazioni e riparazioni varie. Ebbene, il mio collega lo ha messo a dipingere i caloriferi e vi assicuro che è stata un’ottima trovata ;-)

Ma ci vogliono presidi e insegnanti che siano sul pezzo, che abbiano le pal… , non mercenari burocrati :-P

Inoltre, tornando alla scuola degli Stati Uniti, sono convinta che la cromoterapia abbia un effetto positivo.

PREMIATA DITTA SORELLE FICCADENTI

“Ma il vento, lei lo sapeva, aveva finito di soffiare perchè el diàol aveva portato a termine il suo lavoro, aveva fatto il suo bottino e per intanto si era saziato”

Una realtà di paese, quella di Bellano, in cui ognuno ha il suo posto  e il suo ruolo: il prevosto, l’immancabile perpetua, la parrocchiana timorata di Dio, il maresciallo dei carabinieri, il tontolone del paese, i commercianti.

Un equilibrio che viene sconvolto dall’apertura di una nuova merceria, quella delle sorelle Ficcadenti, una bellissima e una bruttissima. Espongono la loro merce impeccabile sugli scaffali della merceria e intanto tessono trame oscure che daranno filo da torcere alla gente del lago.

Un matrimonio da impedire, una malata da salvare, un’eredità di cui prendere possesso, un passato da conoscere e un segreto da svelare. Questi gli ingredienti che coinvolgono il lettore permettendogli di addentrarsi nella vita di paese, ascoltando pettegolezzi e congetture, per accorgersi che la realtà non è mai tranquilla come appare.

Una lettura decisamente piacevole per accompagnare le giornate estive.

Studiare??!!

“Lo studio è la migliore previdenza per la vecchiaia” (ARISTOTELE)

Un collega mi racconta che la nipote è rimasta delusa per il voto degli esami di terza media e dice: “ma sai, aveva professoresse vecchio stampo, quelle che pensano solo che a scuola si va per studiare 8O

Resto senza parole. Non perchè non abbia da dire, ma mi lascia perplessa la naturalezza con cui si dicono certe cose…

“A scuola si va per studiare”… infatti…o no?! Per quale altro motivo si dovrebbe andare, sentiamo?

Credo nello studio e credo che la conoscenza sia ciò che fa progredire la persona e la società, perciò quando sento certe affermazioni rimango interdetta.

E sono sinceramente stanca e molto contrariata dall’idea che la scuola debba avere come fine l’intrattenimento e come unico e assoluto criterio di valutazione quello che piace agli alunni, eliminando ovviamente tutto ciò che è fatica e compiacendo i genitori.

Quando siamo diventati così ipocriti? E perchè non ci accorgiamo che le cose non stanno funzionando?

E, come spesso accade, i professori sono i primi a remare contro e contribuire al disfacimento della scuola. :-(

Mi chiedo cosa potrebbe succedere se la scuola, a cominciare dalle elementari, fosse facoltativa: considerato che bisogna dare al popolo bue ciò che vuole, allora liberiamolo dall’obbligo della scuola. E se fossimo in una società che funziona sarebbero poi gli ignoranti a soccombere, ma poichè viviamo in questa società, dove il mondo sembra appartenere ai saccenti e agli arroganti temo che a soccombere sarebbero gli altri.

Guardare le stelle…

“Un astronomo aveva l’abitudine di uscire tutte le sere a studiare le stelle.
Una notte che si aggirava nella campagna con tutta la mente rivolta al cielo, cascò in un pozzo.
Mentre si lamentava e gridava, un viandante gli si avvicinò.
Saputo cos’era capitato gli disse:
– Mio caro, tu cerchi di sapere quello che c’è nel cielo e intanto non vedi quello che c’è sulla terra”
(Esopo)